L’importanza della resistenza di base

In generale per resistenza si intende la capacità psicofisica dell’atleta di opporsi all’affaticamento. Possiamo individuare la resistenza psichica che è la capacità dell’atleta di riuscire a resistere più a lungo possibile allo stimolo che lo indurrebbe a interrompere uno sforzo, e la resistenza fisica, la capacità dell’intero organismo o dei suoi singoli sistemi parziali, di resistere alla fatica.

Dette capacità di prestazione di resistenza, con le sue diverse forme di manifestazione, svolgono un ruolo importante in quasi tutti gli sport, in quanto, se ben sviluppata, provoca un incremento delle prestazioni fisiche, migliorando ulteriormente la capacità di recupero (eliminazione più rapida delle scorie della fatica). Resta inteso che tali capacità assumono un carattere di esclusiva negli sport di resistenza pura (corse di lunga durata dell’atletica leggera), di forza (pesistica), di rapidità (corse di velocità) e di mobilità articolare e capacità coordinative (ginnasti nelle rispettive specialità: corpo libero, volteggio, sbarra, parallele simmetriche, cavallo con maniglie e anelli).

Certo è che la resistenza rappresenta un presupposto fondamentale dell’atleta ma deve riferirsi concretamente alle esigenze dello sport praticato.

L’atleta ben allenato alla resistenza avrà:

  • Sensibile riduzione dei traumi, dovuti ad infortuni. Una migliore resistenza non compromette il comportamento elastico dei tendini e dei muscoli organizzati dal sistema dei riflessi.
  • Aumento della capacità di carico psichico quindi una maggiore capacità di far fronte allo stress e una maggiore stabilità psichica.
  • Rapidità di reazione e di azione costantemente elevate. Grazie alla migliore capacità di recupero e alla minore concentrazione di scorie della fatica, la capacità funzionale del sistema nervoso centrale è meno compromessa e quindi l’atleta sarà più reattivo, più concentrato, più attento nello svolgimento del gesto atletico.
  • Diminuzione degli errori tecnici. L’aumento della concentrazione, dell’attenzione e della rapidità mantiene bassa la percentuale di errori tecnici.
  • Salute stabile. L’atleta allenato alla resistenza migliora lo stato delle sue difese immunitarie e sarà quindi meno soggetto a malattie infettive comuni quali raffreddore, tosse influenza etc.

La salute è il massimo bene dell’atleta perché solo un atleta in perfetta salute si può allenare duramente.

L’allenamento alla resistenza per la sua azione preventiva sul sistema cardiocircolatorio e sulla malattia ipocinetica (patologia provocata dalla riduzione o assenza di attività fisica) ha una grandissima valenza nello sport finalizzato al mantenimento della salute.

In conclusione, solo mediante un intenso allenamento della resistenza si può avere una  maggiore e massima prestazione, precisione, controllo e una capacità di concentrazione più elevata.

Buon Allenamento.